Come fare un tatuaggio?

Quando si decide di farsi un tatuaggio oltre alla motivazione, è bene sempre capire come viene effettuato e a cosa si va incontro. Bisogna prestare attenzione e prendere delle precauzioni di sicurezza, sapendo a chi ci si rivolge e prendersi cura del tattoo dopo che è stato eseguito.

Ecco una guida che spiega il procedimento che precede un tatuaggio.

Se vi state chiedendo come fare un tatuaggio? Ecco una semplice guida. Deciso il disegno del tatuaggio, è necessario esibire un documento di riconoscimento e fornire i propri dati personali, compreso di numero di telefono ed indirizzo,la scelta delle condizioni di pagamento cambia a seconda dello studio, è bene assicurarsi che venga rilasciata una ricevuta. Compilati i documenti necessari, si è pronti per il tatuaggio.

La zona del corpo scelta per il tatuaggio sarà pulita, disinfettata e rasata e sarà applicata un pò di pomata sul transfer design. Il tatuatore potrà scegliere di usare differenti tipi di aghi a seconda del tatuaggio scelto, sono chiamati magnums, creati proprio per le sfumature e per i colori.

Come viene fatto un tatuaggio

Nello specifico, il tatuaggio viene fatto con dei pigmenti colorati che vengono iniettati sotto la pelle con specifici strumenti, coinvolgendo i primi strati dell’epidermide, quindi non si arriva nella parte più profonda della pelle, dove è il tessuto connettivo pieno di vasi sanguigni. Si può utilizzare un solo ago, o una serie di aghi in contemporanea. Per tale operazione, gli aghi sono su un apparecchio che li fa penetrare nella cute in modo veloce e ripetuto. La procedura viene fatta senza anestesia e non causa dolore a seconda della zona.

Cosa avviene quando il lavoro è terminato

Terminato il lavoro, la parte verrà pulita, è importante che il tatuaggio venga curato con attenzione, come si è soliti fare con una normale ferita. Basta l’applicazione di uno strato protettivo di pomata sul tatuaggio, prevenendo così l’invasione dei batteri che sono presenti nell’ aria che potrebbero causare un’ infezione.

In seguito va applicato un bendaggio, e bisogna assicurarsi che sia ben chiuso, è necessario che venga tenuto abbastanza sulla parte interessata. Seguire bene le istruzioni del tatuatore è molto importante per la cura del tattoo.

L’artista fornirà sicuramente le indicazioni necessarie per la cura del tatuaggio, fornite sia verbalmente, che mediante un foglio illustrativo da portare con se.

Si avrà così la propria responsabilità sulle buone condizioni del tatuaggio e sulle giuste cure, il tatuatore difatti, non avrà colpe se non sono state eseguite le indicazioni fornite e si causerà addirittura un’infezione.

TRADING ONLINE: UN INTRODUZIONE E TERMINOLOGIA

Il trading online è uno strumento per negoziare titoli finanziari tramite internet. Nell’era digitale, questa attività ha trovato un amplio sviluppo ed espansione grazie all’interfaccia telematica accessibile autonomamente agli utenti, senza – quasi – limitazioni temporali e senza la necessità di operare presso un istituto finanziario. Il trading online inizia a funzionare alla fine degli anni ’90 ed arriva in Italia nel 1999.

Per fare trading online è necessario registrarsi presso una società finanziaria (sia essa una banca o una società unicamente di trading online) in possesso delle autorizzazioni necessarie per operare (rilasciate da autorità come la Consob in Italia); queste società sono chiamate broker, ossia “intermediario digitale”. Ad oggi le comuni banche, oltre all’accesso e gestione del proprio conto corrente tramite un portale online, offrono anche la possibilità di inziare trading online dallo stesso portale.

Il trading online si effettua con l’accesso ad una piattaforma dedicata o, in alcuni casi, utilizzando un software specifico collegato ed essa, dove è possibile visualizzare, acquistare e vendere titoli finanziari sui diversi mercati presenti.

Per operare concretamente a questo punto serve solo una somma da investire ma a priori è fortemente consigliata un’adeguata formazione e conoscenza degli strumenti a disposizione, oltrechè un po’ di esperienza per valutare le operazioni che si andranno ad effettuare. Sia online che per via cartacea, è possibile trovare una vasta quantità di risorse tra corsi, tutorial, esperienze e suggerimenti.

I vantaggi del trading online rispetto al tradizionale trading riguardano per lo più l’autonomia e i costi.

Mentre per la via tradizionale ci si affida ad un agente esterno (intermediario) che valuta, analizza e sceglie le operazioni da effettuare nel mercato per conto dell’utente, con internet questa fase di analisi viene fatta direttamente da quest’ultimo e l’intermediario digitale è appunto la piattaforma del broker scelto.
L’utente che opera nel trading online è chiamato trader. Esso è il primo responsabile delle proprie scelte operative fintanto stia operando un broker legalmente in regola, corretto e affidabile. In caso di fallimento di quest’ultimo, comunque, l’utente è tutelato dai fondi garanzia che rimborsano fino a 100.000 euro se si tratta di banche e fino a 20.000 euro per le società di trading online.

Per quanto riguarda i costi, invece, internet abbatte soprattutto quelli di gestione: apertura/chiusura conto, manutenzione. Rimangono ridotti o simili i costi per operazione (che comprendono commissioni, interesse e spread costituenti il guadagno del broker).

Il patentino per i droni

Il pilotaggio di alcuni droni prevede il possesso di un patentino che ne attesti l’idoneità alla guida. Ovviamente ci sono delle differenze oggettive. Infatti per i droni che hanno un peso specifico inferiore ai 25 kg e cioè quelli creati unicamente per realizzare video e foto, l’iter burocratico da seguire è meno complicato. Infatti occorrerà semplicemente un documento che attesti una comprovata pratica nel pilotaggio dei droni che consentirà di ottenere l’idoneità necessaria. In quel caso però l’ENAC si riserva di approvare la richiesta dell’utente a suoi insindacabile giudizio e cioè senza un parametro stabilito a priori e funzionale al tipo di valutazione richiesta.
Nel caso in cui possedete dei droni che superano il peso specifico dei 25 kg, allora è obbligatorio un vero e proprio percorso di formazione che si concluderà con il rilascio di un patentino, laddove il potenziale pilota frequenterà un corso a tutti gli effetti per imparare le tecniche base di pilotaggio. C’è da sottolineare che il Regolamento ENAC è stato redatto con termini aeronautici che si avvicinano al mondo dei droni, di conseguenza alcune regole sono soggette a varie interpretazioni che in alcuni casi rifanno lontanamente alle regole già esistenti dell’aereonautica civile.
Ricapitolando i droni di dividono in due categorie: l’areo-mobile, utilizzato per uso ricreativo che non prevede alcuna autorizzazione o patentino e il SAPR, impiegato prettamente per uso professionale, laddove il possesso del patentino è obbligatorio. Questi ultimo modelli si dividono al loro volta in due sotto categorie: quelli che con un peso inferiore ai 25 kg e quelli il cui peso varia dai 25 kg ai 150 kg al massimo.
Nel momento in cui bisogna presentare i documenti relativi per la registrazione all’ENAC, occorre identificare lo scopo di utilizzo del proprio drone, laddove le operazioni specializzate non critiche sono quelle in cui il velivolo può sorvolare solo su campi, boschi, fiumi deserti di persone, case, auto, barche e animali, mentre le operazioni specializzate critiche sono quelle in cui il velivolo è utilizzato per sorvolare sui centri abitati, piazze, laddove ci sono assembramenti di persone.

Palazzo Doria Pamphilij a Valmontone

Il Palazzo Doria Pamphilj di Valmontone si trova nel territorio della provincia di Roma, ed è un palazzo baronale della famiglia da cui prende il nome.

Il palazzo e la Collegiata dell’Assunta adiacente sono le uniche strutture rimaste appartenenti al nucleo urbano antico di Valmontone: la città, infatti, fu quasi completamente rasa al suolo dai bombardamenti della Seconda Guerra Mondiale e quindi il suo aspetto attuale non ha nulla a che fare con l’assetto originario.

Tra l’altro il Palazzo Doria Pamphilj non ha potuto essere restaurato per un lungo periodo perché gli sfollati, a causa dei bombardamenti, si insediarono nell’edificio trasformando i suoi ambienti in unità abitative e rimanendovi fino a metà anni Settanta: a ciò seguì un periodo di incuria e abbandono che durò fino ad anni abbastanza recenti, quando fu effettuato un recupero totale della struttura.

Nato come castello fortificato della famiglia Barberini, nel 1651 passò, insieme al feudo di Valmontone, al principe Camillo Pamphilj, nipote di papa Innocenzo X, che ne fece la sua residenza di campagna. Il principe volle trasformare il castello in una città ideale intitolata alla sua famiglia, la più potente della Roma di metà Seicento. La Città Panfilia comprendeva anche la chiesa adiacente e tutte le strutture del borgo come la piazza del mercato, la foresteria, le carceri, le botteghe, il granaio, le stalle e l’armeria.

Doveva essere uno spazio alternativo lontano dalle tensioni cittadine e in cui i rapporti umani fossero più semplici: l’obiettivo fu portato a termine chiamando molti artisti di diverse specialità nel cantiere di Valmontone. La fase costruttiva durò fino al 1658, sotto la supervisione di Benedetto Molli, e vide una serie di interventi fino al Settecento.

Il Palazzo Doria Pamphilj di Valmontone si caratterizza per una struttura massiccia e squadrata, dotata di 365 stanze. Gli ambienti più importanti e decorati si trovano nelle undici sale al primo piano, il Piano Nobile: qui sono stati restaurati in tutto il loro splendore gli affreschi seicenteschi di alcuni dei più importanti pittori dell’epoca, cioè il Borgognone, Pier Francesco Mola, Mattia Preti e Francesco Cozza. I cicli sono divisi per tema nelle quattro stanze degli Elementi (Terra, Aria, Acqua e Fuoco), la Sala del Principe, i quattro camerini dei Continenti (Europa, Africa, Americhe e Asia) e le due cappelle private dette di Sant’Agnese, la patrona della famiglia Pamphilj, e del Padreterno.

All’interno del Palazzo Doria Pamphilj vi è un museo archeologico molto noto e pregiato che si articola su due piani (pianoterra e Piano Nobile) e in due sezioni tematiche. La sede è stata inaugurata nel 2003 a seguito della scoperta nei dintorni di siti archeologici di notevole rilievo grazie ai lavori per la realizzazione di nuove infrastrutture per la linea ferroviaria ad alta velocità. La stipulazione di un accordo tra la società Treno Alta Velocità, la Soprintendenza per i Beni Archeologici del Lazio e il Comune di Valmontone hanno portato all’installazione del museo, in cui ospitare i dati raccolti e i reperti rinvenuti. Questi reperti sono esposti a pianterreno in cinque sale e coprono un arco temporale che va dall’età arcaica a quella romana tardo-imperiale, cioè dal IV secolo a. C. al IV secolo. L’ultima sala è stata dedicata ai pezzi archeologici scoperti nel 1996 nell’antica fornace di Colle Pelliccione per la manifattura di laterizi e collocabili tra il I secolo a.C. e il II secolo. La seconda sezione si articola nelle undici sale affrescate del Piano Nobile del Palazzo. Vi sono le allegorie dei quattro continenti (queste ultime seguono le descrizioni dell’Iconografia del Ripa) e dei quattro elementi e finisce con gli affreschi a trompe l’oeil del Salone del Principe realizzati da Guillaume Courtois e da Gaspard Dughet.

Fonte dell’articolo: http://www.magicvalmontone.it